La strega Janara

Janara è un romanzo di Pasquale Scotto di Carlo, che ha scritto una storia ambientata a Procida (in cui è nato), e che parla della sua isola come di un magico mondo; nelle atmosfere e nel titolo ricorda gli autori sudamericani. Gianni è un ragazzino procidano che non ha gran voglia di studiare, ma il padre, coltivatore benestante, vuole un riscatto all’impossibilità che per generazioni ha impedito alla sua famiglia di andare a scuola.

È così, che da studente disinteressato, Gianni è costretto a frequentare “il secchione” della classe, il taciturno Maso; in casa di quest’ultimo si respira una strana tensione, dal saggio nonno alla scostante sorellina Diana, al padre pescatore abbandonato dalla moglie. Il protagonista scopre grazie a Maso una insospettabile voglia di imparare, i risultati scolastici sono più che soddisfacenti e l’estate di Procida arriva portando per Gianni le prime pene d’amore.

Nel piccolo mondo dell’isola gli anni passano, ma per Gianni, ormai prossimo alla maturità, l’amore per una splendida ragazza conosciuta solo di sfuggita diviene quasi un’ossessione; nessuno sembra saperne niente e dopo stupende esperienze, solo immaginate, Nadia (così sembra chiamarsi l’improvvisamente disponibile giovane), gli si concede.

Gianni, mettendo a frutto i suoi studi all’Istituto Nautico trova un imbarco su una petroliera e deve però interrompere la stupenda storia; nelle sue peregrinazioni in mezzo mondo, con immensa sorpresa, troverà delle sosia dai nomi molto simili (Ianad, Anaid) e tornato a Procida farà un incontro che gli farà sospettare di aver sempre rincorso l’amore per un essere non proprio comune, una janara: una donna mezza fata e mezza strega. In sintesi non proprio un capolavoro, ma una lettura comunque affascinante grazie alla magia di cui viene ammantata la vita di un microscopico universo come l’isola di Procida.

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