L’orribile pedofilia in un bel romanzo

Romanzo pedofilia

L’autrice dell’avvincente romanzo “Le ragioni del lupo” è un avvocato pescarese , Angela Capobianchi, che ha dato seguito alle sue possibilità letterarie. Ambientato in una città di provincia dell’Italia centromeridionale (che ovviamente è Pescara anche se i nomi delle strade ed i riferimenti sono modificati), si tratta di un thriller serrato in cui la cerchia degli “avvocati” viene colpita da un vero flagello … il serial killer degli avvocati.

Tre persone vengono trovate morte in un escalation di violenza e l’unica cosa che li accomuna è evidentemente il fatto di appartenere all’ordine degli avvocati; il pluriomicida è però ovviamente una persona che si muove nello stesso loro ambiente, la dedizione del commissario Nappi (da poco arrivato nel sud con un carico di dubbi esistenziali) e le intuizioni della segretaria dell’ordine degli avvocati Bianca Santovito (giovane vedova, il cui padre ex carabiniere fornirà indizi preziosi) dipanano a fatica un caso in cui l’orrore del momento ne nasconde uno passato.

Nelle accurate descrizioni dei personaggi si nascondono le loro virtù e i loro vizi, nelle loro storie personali l’ombra di un disagio generalizzato che solo in chi è veramente crudele diviene sopportabile. L’agghiacciante finale in cui legge e giustizia divergono drammaticamente non lascia speranze di redenzione nè tantomeno spazio ai buoni sentimenti.

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