Il vento dei demoni Stampa E-mail
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Scritto da Dario   
Martedì 02 Dicembre 2008 08:46

Marco Buticchi è sicuramente un ottimo romanziere che affida al parallelismo di diverse narrazioni la dinamicità di libri corposi anche se non proprio originalissimi (almeno per chi ama il genere storico-avventuroso-thriller). Autore ligure poco prolifico (per ora 6 bei romanzi "Le pietre della luna"," Menorah"," Profezia","La nave d'oro",, "L'anello dei Re", "Il vento dei demoni" e un libro che non mi ha convinto "Scusi, bagnino, l'ombrellone non funziona!") è talvolta tacciato di "ispirarsi" un po' troppo a scrittori tra i più letti (da Clive Cussler a Wilbur Smith ma anche Philip K.Dick).
"Il vento dei demoni" è, come gli altri romanzi, una commistione di curata rievocazione storica con innesto di una trama da thriller avvincente e molto fantastica.

Quando nel II millennio A.C. l'epoca dei metalli in Europa era al culmine, le tribù stanziali dell'attuale Francia avevano contatti per motivi soprattutto religiosi o scontri durante le frequenti razzie. Il piccolo popolo dei Migos aveva, sulle altre tribù, il grande potere che il dio Hosh gli aveva conferito grazie ad una potentissima e letale pietra caduta dal cielo. Solamente i predatori Davaar rappresentavano una vera minaccia che l'illuminato re-sacerdote Athor aveva contrastato per tutta la vita: la Pietra Sacra era una pesante eredità da gestire che avi e successori di Athor si erano ritrovati per scelta divina.

La storia si sposta nel XIII secolo quando il Papa indice l'atroce crociata contro i Catari, gli eretici della Linguadoca, che fino all'ultimo uomo difesero la loro fede nell'inespugnabile fortezza di Montsegur. La loro fine fu tragica e solamente uno strano spartito di musica medievale, affidato all'eroico e sfortunato Aymon di Daigne, sopravvisse alla furia distruttrice dei crociati; una singolare mappa verso un oscuro "luogo del Male" dove semplicemente avvicinarsi poteva provocare la morte.

Nella stessa zona l'archeologo filonazista Otto Rahn si impegnò per anni nella ricerca di una grotta dove sarebbe stato nascosto un antico segreto; non solo il fascino della ricerca, ma anche la possibilità di avere un'arma invincibile, aveva portato Otto Rahn in Francia; la sua morte non pose fine alle mire dei nazisti che poco prima del crollo del III Reich cercavano ancora il "metallo divino" per poter alimentare la superarma in fase di studio.
Tutti i gerarchi nazisti (Himmler, Heydrich, Hesse, Borhman) erano legati non solo dalla politica, ma anche da una fede esoterica alla cui appartenenza era dovuta l'incrollabile fiducia nella vittoria.

Ormai alla fine del XX secolo è la ricerca degli ultimi nazisti fuggiti in Sudamerica che spingono Simon Wiesenthal (ebreo sopravvissuto agli orrori dell'olocauso) e il misterioso giornalista italiano Luca Raso (personaggio di fantasia) a concludere una delle pagine più scure della storia.

Gran parte del romanzo si sviluppa comunque nel XXI secolo (2007) quando i protagonisti di sempre dei libri di Buticchi si trovano coinvolti nella pazzesca vicenda che vede sullo stesso fronte neonazisti ed estremisti islamici iraniani. Toccherà ancora una volta a Oswald Breil - il "piccolo uomo" ex capo del Mossad e di Israele - e alla bella archeologa italiana Sara Terracini, districarsi dalle difficoltà di una difficile ricerca e dai pericoli che alla fine li porteranno quasi alla morte.

Il finale è un po' scontato (anche se per la prima volta nella saga si concretizza una storia d'amore contemporanea) e qualche fantastico evento sfiora la fantascienza, ma il libro merita di essere letto.
Nell'edizione economica Superpocket costa 5,90 Euro. 

 

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