| Fuori da un evidente destino - Giorgio Faletti |
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| Scritto da daniele | |||
| Lunedì 10 Marzo 2008 08:34 | |||
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Il terzo thriller dello scrittore piemontese è una storia tra passato e presente. Si svolge tutto in America, ed è un mix di thriller, amore e storia, scritto in maniera avvincente, dove ogni piccolo dettaglio non viene lasciato al caso. Dopo aver letto Io Uccido, ho saltato il secondo libro "Tutto vero tranne gli occhi" non so perché e mi sono imbattuto nella bellissima copertina di questo romanzo.
La storia è un ritorno al passato dove il protagonista Jim Mackenzie un po' per caso un po' per necessità si deve rituffare. Dopo aver lasciato il suo luogo di nascita per cercare fortuna altrove, ma dopo la morte di suo nonno è costretto a tornare nella terra dei Navajo, la tribù indiana a quale lui fa parte. Una tranquilla città dove aveva lasciato amori, delusioni e amici che non sperava più di trovare. La sua vita cambia totalmente nel momento in cui vuole andare a trovare un suo amico carissimo. Da questo punto inizia il giallo, il romanzo avventuroso che si snoda tra presente e passato. Il suo amico lo trova riverso nel suo laboratorio di ricerche, dove da anni cercava una soluzione per imprigionare i fulmini per ricavare energia pulita. All'arrivo della polizia il corpo sembra senza ossa, un corpo informe con lo sguardo spaventato e l'urlo impresso sul volto. Il cane del suo amico impaurito, completamente terrorizzato diventerà il suo migliore amico a quattro zampe. Dopo questa misteriosa morte, l'angoscia e lo spavento si diffonderà nella tranquilla cittadina e i morti diverranno cinque. Cinque morti che hanno in comune più di qualche cosa, qualcosa che si rifugia nel passato, dove Jim insieme ai suoi amici di avventura deve andare a cercare e scovare cosa lega le misteriose morti e perché tutti i corpi vengono trovati inanimati senza più le ossa e perché ogni volta che qualcuno sta per essere ucciso Silent Joe, questo il nome del cane, comincia a ululare e tremare. Il finale del romanzo mi è sembrato un po' troppo forzato, con la scelta del principale personaggio da eroe all'americana. Un romanzo scritto molto bene, ma non all'altezza del primo lavoro di Faletti "Io Uccido" che ho trovato eccezionale.
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