| Mille splendidi Soli - Hosseini Khaled |
|
|
| Scritto da Dario | |||
| Mercoledì 26 Marzo 2008 12:47 | |||
|
Al suo esordio letterario con "Il cacciatore di aquiloni", lo scrittore afghano Khaled Hosseini (Kabul 1965) ha ottenuto un meritato successo internazionale. Un libro toccante, anche se non proprio originalissimo, che in parte riporta le esperienze di vita dell'autore, nato in Afghanistan da ricca famiglia durante la prospera monarchia del re Zahir Shah, e ritrovatosi adolescente a vivere da rifugiato politico negli Stati Uniti. In modo molto simile il secondo libro "Mille splendidi soli", ripercorre trent'anni di storia afgana dalla fine della monarchia, al colpo di stato militare, dalla dominazione russa alla vittoria dei talebani; stavolta la prospettiva è quella femminile e le due protagoniste Mariam e Laila sono costrette, come tutte le donne afgane, a subire le terribili conseguenze della guerra in un paese piombato in un incubo medievale.
Quando i "liberatori" mujaheddin, armati dagli americani, entrano a Kabul è quasi una festa, ma per le donne è un passo indietro e le cose peggioreranno con la vittoria dei talebani contro le fazioni tribali in lotta e l'instauramento di uno spietato regime liberticida. Nel frattempo la giovane Laila ed il suo amico Tariq, senza una gamba a causa di una mina antiuomo, scoprono di amarsi; la famiglia di Tariq è però intenzionata a raggiungere il Pakistan per sfuggire al clima di terrore instaurato in Afghanistan ed i due giovani si perdono di vista. La convivenza tra la decrepita e sfiduciata Mariam e la coraggiosa Laila sembra impossibile, anche a causa dello spregevole comportamento di Rashid. Le cose però sono destinate a cambiare e dopo la delusione per la nascita di una femmina, Rashid ha la fortuna di avere, sempre da Laila, un maschio. E' a questo punto che Tariq, dato per morto, torna a cercare Laila … i due non sanno cosa fare e sarà l'ormai addolcita Mariam a decidere per tutti. Un libro struggente in cui si sente la mancanza di un glossario dei termini delle quattro lingue parlate in Afganistan e con qualche forzatura narrativa che si sarebbe potuta evitare; apprezzabile invece il tocco con cui le vicende più drammatiche e scabrose sono narrate, nel complesso un bel romanzo anche se forse un po' troppo osannato. Disponibile in edizione rilegata Piemme (18,50 Euro).
|