La pedina di vetro - A. Tavassi La Greca Stampa E-mail
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Scritto da Dario   
Giovedì 09 Ottobre 2008 07:49

Appassionato di romanzi storici, mi è capitato di leggere un libro che reputo molto interessante: non è un romanzo, non è una biografia, né tantomeno un 'autobiografia (seppure il libro è scritto in prima persona dal soggetto narrante). L'autrice è Antonella Tavassi la Greca, già professoressa di Storia e Filosofia, da poco votatasi alla scrittura (nel suo sito dice "Scrivo romanzi, racconti, biografie storiche. Scrivo anche temi per la maturità, conferenze, interventi, itinerari archeologici, e-mail, note della spesa -che poi dimentico a casa-). La biografia di Giulia, unica figlia del primo imperatore romano, Ottaviano Augusto, si intitola "La pedina di vetro"; il significato del titolo è nell'antico gioco, simile agli scacchi, che rappresentava uno dei passatempi degli antichi romani e in cui le pedine erano di vetro: Giulia, come un pezzo degli scacchi fu usata dal padre per fini dinastici e politici prima ancora che la Repubblica si trasformasse in Impero.

La Pedina di Vetro - Antonella Tavassi La GrecaScritto in prima persona da una Giulia certamente idealizzata, il libro è avvincente come un romanzo, con una trama complessa e coinvolgente in cui amore paterno, opportunismo politico, intrighi di palazzo, crimini orrendi si susseguono nella vita di Augusto e della figlia ribelle Giulia.

La storia più o meno la sanno tutti (perché si tratta comunque di una biografia), ma in breve la sintetizzo.
Quando l'adolescente Giulia viene data in sposa al giovane e brillante Marcello, il padre Ottaviano Augusto sta pian piano esautorando i poteri della Roma repubblicana (lo zio-patrigno Cesare per questo era stato ucciso). La scelta della giovane coppia sembra felicissima (anche per i due sposi), la gens Iulia rappresenterà il futuro dinastico del nascente impero.
Padre e figlia hanno un rapporto stupendo (nonostante la madre di Giulia sia stata ripudiata) che sembra incrinarsi quando Giulia, giovanissima, rimane vedova e deve sposare l'anziano Agrippa, eccezionale condottiero e fedele amico del coetaneo Ottaviano.
Agrippa, homo novus che Giulia imparerà ad apprezzare anche come marito e con cui avrà 5 figli, vivrà nel dubbio di tradimenti della bella moglie, erudita, libera e giovane come non si addice ad una matrona romana.
Anche Agrippa però muore (e le circostanze sembrano misteriose un po' come era capitato per Marcello), il gioco della successione ricomincia e l'intrigante Livia, terza moglie di Ottaviano, lo convincerà a prendere come genero e successore il figlio Tiberio, avuto dal precedente matrimonio con un senatore della gens Claudia. Sta per nascere un impero, sta per nascere Cristo, ma di tutto questo Giulia sarà spettatrice lontana; il matrimonio con Tiberio sarà un disastro, la voglia di libertà di Giulia scatenerà voci che la incolperanno non solo di adulterio (vero), ma di aver addirittura complottato contro il padre.
Esiliata nella stupenda e desolata Ventotene e poi a Reggio Calabria, morirà 18 anni dopo sopravvivendo a 4 dei suoi 5 figli (inutile dire che i quattro furono probabilmente uccisi per lasciare campo libero a Tiberio). La parzialissima rivincita di una donna invecchiata e morta in esilio arriverà alcuni anni dopo grazie all'unica figlia sopravvissuta (Agrippina) quando un pronipote di Giulia salirà al trono … era il terzo imperatore … purtroppo era Caligola ! (anche se le più recenti ricerche storiche ne hanno in parte rivalutato la figura).
Edizioni Di Renzo Euro 12,00. 

 
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