| Intervista a: Claudio Forti |
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| Scritto da Administrator | |
| Venerdì 05 Settembre 2008 08:22 | |
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Per le interviste, siamo riusciti a contattare uno scrittore di lavori teatrali molto apprezzato, che per la prima volta si è cimentato nella stesura di un romanzo ricevendo ottimi consensi sopratutto fra chi frequenta il mondo virtuale di Second Life. Stiamo parlando di Claudio Forti. Buongiorno Claudio, come si passa dal teatro al romanzo ambientato in second life? Dal teatro al romanzo il passo non è così breve come si potrebbe credere. Il percorso creativo ma soprattutto strutturale, risponde,infatti, ad esigenze completamente diverse.Appena entrato in Second Life ho sentito il bisogno di ambientarvi un romanzo per potere descrivere,in maniera diretta, le emozioni vissute in quel mondo ,senza l'intervento di attori o registi. Il romanzo lascia,all'autore, ampi spazi di libertà creativa, infatti, non limitati da inevitabili tempi teatrali e da altrettanto inevitabili confronti interpretativi con i protagonisti del palcoscenico. Second Life ha meritato ,subito, ai miei occhi, la libertà destinata alle vere emozioni. Quali sono state le fatiche per realizzare un libro? Scrivere un romanzo significa documentarsi molto. Per questo ho frequentato Second Life per tanto tempo , prima di cominciare la stesura del romanzo. Più che una fatica, però, è stato un piacere. Non credo esista vera fatica per chi ama davvero la scrittura. Anzi, parlerei di piacere allo stato puro. Un piacere infinito che si moltiplica ,poi, grazie alle gratificazioni che solo i lettori sanno dare. Il lavoro dello scrittore si ferma subito dopo aver scritto la parola fine o prosegue anche dopo? Inutile dire, lo hanno detto in tanti prima di me, che ,per lo scrittore, la parola fine non ci sarebbe mai, se non la imponesse una certa forma di raziocinio. Il vedere e rivedere, il correggere e ricorreggere tendono a trascinare lo scrittore alla ricerca di una perfezione che, in realtà,non esiste. Comunque, il lavoro dello scrittore prosegue anche dopo la pubblicazione del libro. Le presentazioni, l'incontro coi lettori,anche le interviste come questa sono momenti di un "lavoro" che io definisco "troppo bello per essere un lavoro". Nel suo romanzo, il personaggio Sarka ha un risvolto molto umano anche nel mondo parallelo, lo ha veramente conosciuto o è stato tutto frutto della sua immaginazione? Ho conosciuto Sarka pochissimi giorni dopo il mio ingresso in Second Life. Quel personaggio mi ha subito stregato per la evidente "dicotomia" caratteriale tra l'avatar, divertente ed affascinante e la sua "creatrice", una donna boema, malinconica e profonda, che aveva dato al proprio avatar il suo vero nome: Sarka. La storia del romanzo , compreso il finale, è chiaramente inventata, ma Sarka, così come Naadirah, altro personaggio del romanzo, esiste ed è davvero una donna che vive a Liberec, in Boemia. Per me è stato, infatti,ed è tuttora molto gratificante, ricevere attestati di stima e lettere di ringraziamento da parte dei miei personaggi. Non credo capiti tutti i giorni! A cosa sta lavorando adesso? Ho appena ultimato un altro romanzo,dal titolo "Forget". Lasciate le atmosfere di Second Life mi sono gettato ,anima e corpo, in un thriller psicologico, ambientato a Manhattan, che parla di ricordi e di come cancellare quelli sgradevoli. Ma che succede...dopo averli cancellati? E' un thriller che parla di perdita di identità e sfido chiunque, fin da adesso, a non leggerlo tutto d'un fiato! A parte gli scherzi, spero esca all'inizio del 2009. Ho anche ultimato la versione per il teatro di "Forget" e spero venga rappresentato nelle prossime stagioni. Sono sempre impegnato col teatro, il primo amore: a dicembre ,infatti, partirà la tournèe , per il terzo anno, de "L'uomo dei sogni", pubblicato, come "Sarka" ,da Di Renzo Editore. Tra le tappe delllo spettacolo, con Giancarlo Zanetti e Fiorenza Marcheggiani, dal 2 al 14 dicembre, il teatro Nino Manfredi di Ostia.
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