| Intervista a: Andrea di Martino |
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| Scritto da Administrator | |||
| Venerdì 29 Agosto 2008 10:28 | |||
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Eccoci di nuovo con una nuova intervista. Dopo l'editore Di Renzo, che in poche ma significanti parole ci ha spiegato come è nata la casa editrice e come alle volte è difficile sopravvivere ai mostri sacri dell'editoria, abbiamo pensato di chiedere come si diventa scrittori a un'emergente della letteratura italiana. Il suo nome è Andrea di Martino ed è l'autore di Dove non si tocca. Buongiorno Andrea, ci siamo sempre chieste, ma come si diventa scrittore? Nonsi diventa scrittori , forse lo si è dacchè si comincia a percepire il mondo non più e non solo come affluente del nostro ego. La scrittura, e so con ciò di ribadire un clichè per il quale alcuni storceranno il naso, è un dono. La si può apprendere, ma fino ad un certo punto. il discorso si apre a ventaglio su troppi aspetti: l'ambiente nel quale si cresce, i mentori incontrati durante la nostra crescita ad esempio, certi maestri, professori, la coppia genitoriale , l'essere più o meno curiosi... Per uno scrittore emergente è difficile trovare chi pubblica il primo libro e quali sono i passaggi necesasari per convincerli? Personalmente ho trovato un editore sensibile, una persona nata e cresciuta all'interno di questo mercato, che ama i libri non solo perchè fonte di guadagno. è la figlia di luciano bianciardi, l'autore della vita agra, romanzo tuttora attuale, palpitante. Trova facilmente il suo libro nelle librerie o è relegato in angoli angusti? Il libro è reperibile all'interno delle librerie attente alla piccola editoria, mi viene in mente la libreria del corso, di corso buenos aires, gli archivi del novecento in via solari, la libreria cortina di fronte al teatro degli arcimboldi ben gestita, attenta alla realtà circostante. E dinfine è acquistabile on line o dal sito dell'editore excogita. Sta già lavorando a qualche altra idea o aspetta l'esito del primo libro? Si, sto lavorando intorno ad un progetto piuttosto ambizioso che nasce dal mio amore attuale verso la mitologia greca, e , più in generale, verso quella costellazione di pensiero che riconosce al'anima il ruolo guida nelle nostre esistenze. Come non citare james hillman, o il nostro umberto galimberti? Infine, tra pochi mesi uscirà un mio piccolo saggio dedicato all 'immagine dell'infanzia nella letteratura italiana del '900, edito mimesis. Ma questo aspetto ha solo marginalmente a che fare con la mia passione per la scrittura, semmai col mio lavoro e la collaborazione che ho in corso da diversi anni con scienza della formazione in bicocca. Grazie
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