Interviste

Intervista a: Claudio Forti

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Per le interviste, siamo riusciti a contattare uno scrittore di lavori teatrali molto apprezzato, che per la prima volta si è cimentato nella stesura di un romanzo ricevendo ottimi consensi sopratutto fra chi frequenta il mondo virtuale di Second Life. Stiamo parlando di Claudio Forti.

Buongiorno Claudio, come si passa dal teatro al romanzo ambientato in second life?

Dal teatro al romanzo il passo non è così breve come si potrebbe credere. Il percorso creativo ma soprattutto strutturale, risponde,infatti, ad esigenze completamente diverse.Appena entrato in Second Life ho sentito il bisogno di ambientarvi un romanzo per potere  descrivere,in maniera diretta, le emozioni vissute in quel mondo ,senza l'intervento di attori o registi. Il romanzo lascia,all'autore, ampi spazi di libertà creativa, infatti, non limitati da inevitabili tempi teatrali e da altrettanto inevitabili confronti interpretativi con i protagonisti del palcoscenico. Second Life ha meritato ,subito, ai miei occhi, la libertà destinata alle vere emozioni.

Quali sono state le fatiche per realizzare un libro?

Scrivere un romanzo significa documentarsi molto. Per questo ho frequentato Second Life per tanto tempo , prima di cominciare la stesura del romanzo. Più che una fatica, però, è stato un piacere. Non credo esista vera fatica per chi ama davvero la scrittura. Anzi, parlerei di piacere allo stato puro. Un piacere infinito che si moltiplica ,poi, grazie alle gratificazioni che solo i lettori sanno dare.

Il lavoro dello scrittore si ferma subito dopo aver scritto la parola fine o prosegue anche dopo?

Inutile dire, lo hanno detto in tanti prima di me, che ,per lo scrittore, la parola fine non ci sarebbe mai, se non la imponesse una certa forma di raziocinio. Il vedere e rivedere, il correggere e ricorreggere tendono a trascinare lo scrittore alla ricerca di una perfezione che, in realtà,non esiste. Comunque, il lavoro dello scrittore prosegue anche dopo la pubblicazione del libro. Le presentazioni, l'incontro coi lettori,anche le interviste come questa sono momenti di un "lavoro" che io definisco "troppo bello per essere un lavoro".

Nel suo romanzo, il personaggio Sarka ha un risvolto molto umano anche nel mondo parallelo, lo ha veramente conosciuto o è stato tutto frutto della sua immaginazione?

Ho conosciuto Sarka pochissimi giorni dopo il mio ingresso in Second Life. Quel personaggio mi ha subito stregato per la evidente "dicotomia" caratteriale tra l'avatar, divertente ed affascinante e la sua "creatrice", una donna boema, malinconica e profonda, che aveva dato al proprio avatar il suo  vero nome: Sarka. La storia del romanzo , compreso il finale, è chiaramente inventata, ma Sarka, così come Naadirah, altro personaggio del romanzo, esiste ed è davvero una donna che vive a Liberec, in Boemia.  Per me è stato, infatti,ed è tuttora molto gratificante, ricevere attestati di stima e lettere di ringraziamento da parte dei miei personaggi. Non credo capiti tutti i giorni! 

A cosa sta lavorando adesso?

Ho appena ultimato un altro romanzo,dal titolo "Forget". Lasciate le atmosfere di Second Life mi sono gettato ,anima e corpo, in un thriller psicologico, ambientato a Manhattan, che parla di ricordi e di come cancellare quelli sgradevoli. Ma che succede...dopo averli cancellati? E' un thriller che parla di perdita di identità e sfido chiunque, fin da adesso, a non leggerlo tutto d'un fiato! A parte gli scherzi, spero esca all'inizio del 2009. Ho anche ultimato la versione per il teatro di "Forget" e spero venga rappresentato nelle prossime stagioni.

Sono sempre impegnato col teatro, il primo amore: a dicembre ,infatti, partirà la tournèe , per il terzo anno, de "L'uomo dei sogni", pubblicato, come "Sarka" ,da Di Renzo Editore. Tra le  tappe delllo spettacolo, con Giancarlo Zanetti e Fiorenza Marcheggiani, dal 2 al 14 dicembre, il teatro Nino Manfredi di Ostia.
 

Intervista a: Andrea di Martino

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Eccoci di nuovo con una nuova intervista. Dopo l'editore Di Renzo, che in poche ma significanti parole ci ha spiegato come è nata la casa editrice e come alle volte è difficile sopravvivere ai mostri sacri dell'editoria, abbiamo pensato di chiedere come si diventa scrittori a un'emergente della letteratura italiana. Il suo nome è Andrea di Martino ed è l'autore di Dove non si tocca.

Buongiorno Andrea, ci siamo sempre chieste, ma come si diventa scrittore?

Nonsi diventa scrittori , forse lo si è dacchè  si comincia a percepire il mondo non più e non solo come affluente del nostro ego. La scrittura, e so con ciò di ribadire un clichè per il quale alcuni storceranno il naso, è un dono. La si può apprendere, ma fino ad un certo punto. il discorso si apre a ventaglio su troppi aspetti: l'ambiente nel quale si cresce, i mentori incontrati durante la nostra crescita ad esempio, certi maestri, professori, la coppia genitoriale ,  l'essere più o meno curiosi...

Per uno scrittore emergente è difficile trovare chi pubblica il primo libro e quali sono i passaggi necesasari per convincerli?

Personalmente ho trovato un editore sensibile, una persona nata e cresciuta all'interno di questo mercato, che ama i libri non solo perchè fonte di guadagno. è la figlia di luciano bianciardi, l'autore della vita agra, romanzo tuttora attuale, palpitante.

Trova facilmente il suo libro nelle librerie o è relegato in angoli angusti?

Il libro è reperibile all'interno delle librerie attente alla piccola editoria, mi viene in mente la libreria del corso, di corso buenos aires, gli archivi del novecento in via solari, la libreria cortina di fronte al teatro degli  arcimboldi ben gestita, attenta alla realtà circostante. E dinfine è acquistabile on line o dal sito dell'editore  excogita.

Sta già lavorando a qualche altra idea o aspetta l'esito del primo libro?

Si, sto lavorando intorno ad un progetto piuttosto  ambizioso che nasce dal mio amore attuale verso la mitologia greca, e , più in generale, verso quella costellazione di pensiero che riconosce al'anima il ruolo guida nelle nostre esistenze. Come non citare  james hillman, o il nostro umberto galimberti? Infine, tra pochi mesi uscirà un mio piccolo saggio dedicato all 'immagine dell'infanzia nella letteratura italiana del '900, edito mimesis. Ma questo aspetto ha solo marginalmente a che fare con la mia passione per la scrittura, semmai col mio lavoro e la collaborazione che ho in corso da diversi anni con scienza della formazione in bicocca.

Grazie

 

Intervista a: Sante Di Renzo

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Apriamo una nuova sezione su Argomento Libri e speriamo che sia lunga e prosperosa. Abbiamo deciso, dopo aver ricevuto una email da un lettore, di aprire un piccolo angolo interviste. Cerchermo di capire come nasce un libro, come si evolve e quali sono i passaggi, dallo scrittore all'editore, e proprio per iniziare abbiamo scelto di intervistare chi da luce ad un libro. Lo scrittore ci mette l'anima e il cuore, gli editori ci mettono fatica e denaro per far pubblicare quello che potrebbe essere il best sellers dell'anno o il flop del secolo. Siamo andati nella sede della piccola casa editrice romana della Di renzo Editore e abbiamo incontrato il fondatore Sante Di Renzo.

Come è nata la casa editrice, e perchè?

La Di Renzo Editore nasce per caso nel 1985. Volevo far ripubblicare senza avere successo un vecchio libro del grande matematico italiano Luigi Fantappié, e dopo aver bussato alle porte di molti editori ho deciso di stamparlo io. Sostenuto dal mio amico e maestro Giuseppe Arcidiacono che è poi divenuto uno dei nostri autori di punta, ho deciso di affrontare questa avventura. Il successo di queste prime pubblicazioni di nicchia, mi ha spinto a continuare l’attività e quando mi è venuta in mente di pubblicare dei libri che parlassero di personaggi che hanno fatto la storia della scienza, della filosofia e della cultura in generale la casa editrice ha spiccato definitivamente il volo, e adesso la collana I Dialoghi è il nostro fiore all'occhiello. Ho avuto anche fortuna, perchè ancora quando eravamo sconosciuti, personaggi come Margherita Hack e Edoardo Boncinelli, mi hanno subito dato fiducia.

All'interno del vostro catalogo, spicca molto la divulgazione scientifica. Qual'è il vostro scopo?

Pubblichiamo anche titoli di narrativa che hanno riscosso molto successo anche all'estero come Le ragioni del lupo, mentre in italia e sopratutto nelle scuole, viene letto moltissimo La pedina di vetro di Antonella Tavassi La Greca e crediamo che gli ultimi due libri pubblicati Sarka e Bel suol d'amore ci regalino presto delle soddisfaioni. Abbiamo concentrato però gli sforzi sulle pubblicazioni di carattere scientifico, un po’ perché è proprio questo il settore che più mi interessa e un po’ perché è difficile trovare buoni libri di divulgazione. Le piccole case editrici hanno vita diffcile combattendo contro i grandi colossi  che pubblicano narrativa, quindi è meglio crearsi un mercato di nicchia dove un nome di uno scienziato emerge dal mare di molti libri pubblicati.

In Italia si legge relativamente poco, come affrontate questo problema?

Ogni anno ci impegnamo a divulgare il Progetto Lettura, un'iniziativa che porta i nostri autori nelle scuole. I ragazzi acquistano il libro, lo leggono e poi il giorno dell'incontro porgono le domande all'autore. Di solito le domande non sono mai innerenti al testo letto, ma sono rivolte quasi sempre alla vita privata dello scrittore, come lo si diventa, quali sono gli studi fatti, questo però permette di invogliare i giovani se non a diventare scrittori almeno a leggere.Negli anni passati abbiamo portato nelle scuole personaggi come Margherita Hack, Umberto Guidoni, Benoit Mandelbrot, Gianni Perrelli e molti altri e ci auguriamo di avere instillato in questi giovani lettori una curiosità che possa durar loro tutta la vita.

Grazie per la cortese intervista e in bocca al lupo per il vostro lavoro.

 

 

 

 

 

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