...un mare di libri... PDF Stampa E-mail
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Scritto da andrea   
Sabato 23 Agosto 2008 11:12

Qualche giorno fa, di ritorno dalla prima parte delle mie vacanze, ho fatto un salto in Mondadori libri in piazza duomo. E' un nuovo sfavillante  megastore; al piano inferiore, divisi  per genere, trovi migliaia di libri. Ho provato un attimo di sconforto. Non è la prima volta che mi accade, sempre più spesso quando entro in libreria mi sembra di essere come un bambino in una gelateria con troppe, davvero troppe, vaschette di gelato.
Ne ho scritto uno anche io e se volete saperne qualcosa di più potete consultare il mio blog o, meglio ancora, la pagina delle opinioni dei miei primi lettori, contenuta nel sito www.ibs.it. Basta digitare il titolo: dove non si tocca.
Immagino la fine che lo attende, sperduto tra questa interminabile fola di libri che pare la tempesta che mena di qua e di là i lussoriosi.  Gira tra gli amici, tra gli amici degli amici e io mi auguro potrà esser letto dal maggior numero di persone.
E' un peccato che il lettore medio (ma anche quello più avvertito) non sia messo in grado di orizzontarsi tra le centinaia di titoli che transitano in libreria. Gli unici criteri che riconosco sono il passaparola e le distratte recensioni fatte da chi frequenta il libro più per mestiere che per autentica passione. In pochi e fortunatissimi  casi vale l'input mediatico dei grandi network e dei periodici di larga diffusione.


Così, gli amanti dei libri sono costretti a fare come i cercatori d'oro: passare al setaccio centinaia di titoli più o meno suggestivi e passare oltre, leggere il risvolto di copertina e giudicare un libro da un'impressione giustappunto epidermica, per nulla ancorata a criteri di giudizio attendibili.
Va da sè che questo non è solo il destino dei libri, ma forse quello di noi tutti.
Io sarei già felice se questo sito offrisse spazio anche agli autori esordienti, ai meno noti. E'"cosa buona e giusta" recensire "ti prendo e ti porto via" di ammaniti, ma senza dimenticare che è stato scritto anni or sono e che forse ammaniti non ha bisogno di qualcuno che gridi il suo nome nel vento.
Credo proprio che quel senso di scollamento che mi prende quando varco la soglia di una libreria non mi abbandonerà  più. Oggi a maggior ragione, perchè sto "dall'altra parte della barricata" e temo che la fatica di anni di scrittura si risolva nella durata di una bolla di sapone che esala prima che qualcuno si specchi nella sua iridescente superficie.


andrea

 

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