Da Yahwèh ai fantastici quattro - Fabio Botto

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Da Yahwèh ai fantastici quattro è l'ultimo libro – uscito nel mese di aprile e pubblicato da ATì Editore – di Fabio Botto. Il libro e le riflessioni in esso contenute, si inserisce provocatoriamente nel dibattito attuale intorno al rapporto fra le religioni monoteistiche e il sempre più opaco concetto di laicità.  L'immaginazione, la fantasia mitica, infatti, sono alla base di tutto il percorso di riflessione dell'autore e, in questo libro, diventano chiave di lettura per decostruire l'idea del Dio unico e razionale proposto dalla teologia contemporanea e, al tempo stesso, strumento per risacralizzare l'esperienza contemporanea.Il libro può divenire un punto di partenza per analizzare e dibattere il rapporto tra fantasia mitica ed esperienza del sacro.

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Il tesoro di Gengis Khan - C. Cussler e D. Cussler

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Dirk Pitt è l'alter ego letterario del prolifico (anche se un po' ripetitivo) scrittore Clive Cussler, americano, amante del mare ed appassionato di ricerche di antichi relitti, che qualche anno fa ha fondato la NUMA una piccola società di ricerche marine sovvenzionata in gran parte dai proventi dell'attività letteraria di Cussler. Dirk Pitt (il personaggio principale dei migliori romanzi di Cussler) è invece il direttore della National Underwater and Marine Agency (guarda caso l'acronimo è NUMA) ed è un eroico ed affascinante ingegnere che opera meglio di un agente segreto.Non nuovo a demonizzare gli abitanti dell'estremo oriente, Clive Cussler pone il suo protagonista nel mezzo della Mongolia, dove l'imprenditore Borjin (lontano erede di Gengis Khan) vuole riunire il suo paese sottraendo alla Cina la zona desertica contesa da secoli… per questo è però spietatamente disposto a tutto.

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L'Italia in vacca

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Iniziamo col dire che, in un panorama librario che tende sostanzialmente ad autoalimentarsi e apre le porte prevalentemente a personaggi televisivi, magari già noti per altre vicende, trovare un giovane autore, che non porta in dote altro se non un’autentica capacità di scrittura, e per di più in un genere come la saggistica, è già di per sé una boccata d’aria fresca. Fatta questa premessa vale però la pena soffermarsi sui contenuti del libro, che non suscitano certo meno interesse.

"Se il problema fosse solo la crisi finanziaria, o l'inesistente crescita economica, poco male. Lo sapevamo già. La vera cattiva notizia è che non sappiamo come uscirne...mancano infatti le risorse culturali e la mentalità da cui far scaturire le azioni". Esordisce così Riccardo Caselli, venticinquenne psicologo sociale con numerosi hobby, filosofici e musicali, nel suo saggio d'esordio "L'Italia in vacca", edito da Aliberti, con prefazione di Pier Luigi Celli. 

In accordo con la memetica di Dawkins, e con un approccio socio-psicologico, il giovane autore analizza la crisi "dei comportamenti", rinvenendo proprio nei costumi, nella diffusione delle idee e quindi nel substrato culturale, l'origine anche di quella economica. Per questo cita a più riprese il nobel per l'economia Kahneman (psicologo pure lui) e le sue ricerche: "occorre dire chiaramente che le indagini annuali sulla felicità dei popoli vedono spesso ai primi posti le nazioni relativamente povere. Questo deve farci riflettere oggi che l'Occidente si trova di fronte all'ipotesi della decrescita. Purtroppo invece, come ha dimostrato Kahneman, una perdita causa maggiore sofferenza di un guadagno di pari entità. Allo stesso modo è stato verificato come gli individui non accettino un decremento del salario nemmeno quando sia pienamente compensato dal potere d'acquisto". 

Il saggio, irriverente, profondo, ma divertente al tempo stesso, si propone di analizzare la cultura e le rappresentazioni sociali, non in modo teorico o manualistico, ma per come emergono nel vivere quotidiano. Di qui nasce l’organizzazione in decine di brevi capitoli intitolati ad esempio: “L’innovazione e la coda del pavone”, “La mia azienda non fa surf”, “L’era della trash tv”, “Dorian Gray fa palestra”, “Dalla padella alla brace: il cinema in Italia”. Già dai titoli si evince chiaramente la varietà di argomenti, dai mass media alle aziende, passando per la scuola, la formazione aziendale o la divertente evoluzione linguistica tempestata di inglesismi nel capitolo “Il linguaggio si evolve e diventa trendy”, e via discorrendo.

Il punto di vista è talvolta disincantato, talvolta denso dei sogni di un venticinquenne che non vuole rassegnarsi alla deriva etica di un’Italia nepotista, gerontocratica e governata dal cattivo gusto dei media: “occorre recuperare una moralità da non confondere con il moralismo, perché la capacità di giudizio morale si sta rapidamente configurando come il preludio all’abdicazione della capacità di giudizio in generale, la quale è altresì definita come intelligenza”, si trova scritto sulla quarta di copertina.

In conclusione, non si può che dare ragione a Celli, quando nella prefazione definisce “L’Italia in vacca” come “l’elogio del cambiamento e dell’incrocio dei punti di vista”. Il giovane Caselli unisce infatti diverse prospettive, da quella psicologica, a quella economica, sociale e persino cibernetica, per un’originalissima ricetta anticrisi: un manifesto per le nuove generazioni e un richiamo per quelle che ora hanno in mano le redini del paese. Se l’Italia è in vacca, speriamo che possano tirarla fuori i giovani brillanti come Caselli, dando voce alle loro numerose ed innovative idee.

 

Primavera in Borgogna - Luca Terenzoni

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In “Primavera in Borgogna” si narra del “ritorno alla vita” di Francesco, il direttore amministrativo di un’azienda del settore cartario nella provincia di Lucca, il quale, pur avendo raggiunto importanti traguardi sia in campo privato che professionale, si ritrova alla soglia dei 40 anni a mettere nuovamente tutto quanto in discussione, dopo essere stato lasciato dalla sua fidanzata storica a solo pochi mesi dal matrimonio. L’occasione per poter ripartire da zero gli si presenta, in modo del tutto inaspettato, una mattina di primavera, mentre si trova all’interno delle mura di S. Gimignano, in Toscana.

Qui, infatti, incontra un imprenditore francese del settore del vino, il Sig. Jean-Marc Robin, che, dopo poco averlo conosciuto, propone a Francesco di andare a lavorare da lui in Borgogna, nella sua azienda vinicola. Dopo aver riflettuto attentamente sulla proposta, Francesco decide di trasferirsi in Francia con l’intenzione di dare un indirizzo completamente nuovo alla propria vita, ma soprattutto con il fermo proposito di non rimanere mai più coinvolto in una relazione sentimentale stabile.

L’incontro con Ludivine, la sua nuova collega, personaggio tanto affascinante quanto complesso, renderà, però, le cose tutt’altro che semplici per Francesco. Contemporaneamente, da un passato, solo apparentemente, lontano e dimenticato, inizieranno a riemergere lentamente  gli inquietanti dettagli di un fatto di cronaca nera, che riguarda sia Ludivine che il Sig. Robin.

In un susseguirsi di colpi di scena, la Borgogna, con la tranquillità generata dai colori primaverili dei suoi paesaggi, fa da sfondo, nonché da contrasto, all’inquietudine di Francesco, il quale, per ritrovare la pace della sua mente, e non solamente della sua, arriverà a mettersi seriamente e pericolosamente in gioco, riuscendo però alla fine a ricollocare nel giusto ordine i vari pezzi del puzzle.

 

Titolo: Primavera in Borgogna
Autore: Luca Terenzoni
Casa Editrice: Gruppo Albatros Il Filo

 

Ostaggio del sesso Andrea Mucciolo - Edizioni Eracle

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Ostaggio del sesso, di Andrea Mucciolo - Edizioni Eracle

Un romanzo sul sesso visto come un'arma. Un uomo ostaggio del sesso ma soprattutto di se stesso. Non una storia sentimentale, piuttosto un romanzo sulla miseria umana, sul “barattare” la propria dignità, solo per paura di perdere qualcosa che pensiamo possa renderci felici. Il sesso ha un ruolo determinante di questo romanzo, perché il suo potere, o meglio, la maniera distorta con cui il protagonista ne percepisce il valore in rapporto alla sua vita, sarà la causa del disastro sentimentale e di tutte le altre conseguenze negative che gli capiteranno.

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